SEU ennesimo spreco per gli utenti!

Ennesima presa in giro per i produttori di energia da fonti rinnovabili, la corsa alla qualifica SEU, costata denari ai produttori, in poco più di due anni si è rivelata per quello che è: una burocratica porcheria italica.

Riporto testualmente le parti della Delibera AEEG 276/2017 che spiegano in maniera molto chiara cosa è accaduto:

CONSIDERATO CHE:
• l’articolo 6, comma 9, del decreto-legge 244/16 prevede che: “- a decorrere dal 1° gennaio 2017, le parti variabili degli oneri generali di sistema sono applicate all’energia elettrica prelevata dalle reti pubbliche con obbligo di connessione di terzi;
– il comma 5 dell’articolo 33 della legge 23 luglio 2009, n. 99, e i commi da 1 a 7 e il comma 9 dell’articolo 24 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116, sono abrogati. Cessano altresì eventuali effetti delle norme abrogate che non si siano ancora perfezionati; 

• per effetto dell’articolo 6, comma 9, del decreto-legge 244/16:
– a decorrere dal 1 gennaio 2017 non vi è più alcuna differenza, dal punto di vista dell’applicazione delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema, tra le diverse tipologie di SSPC né tra le diverse tipologie di SDC consentite. Per tutte le configurazioni private consentite (siano esse SSPC o SDC), infatti, le parti variabili delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema trovano applicazione solo all’energia elettrica prelevata da rete pubblica. Tuttavia, allo stato attuale, le sopra richiamate definizioni non sono state modificate nel quadro normativo e, pertanto, continuano a mantenere la propria validità ai fini della corretta identificazione delle configurazioni private consentite;
– cessano altresì gli effetti delle norme abrogate non ancora perfezionati (sono sostanzialmente gli effetti relativi all’applicazione della parte variabile delle componenti A e UC sull’energia elettrica consumata ma non prelevata dalla rete pubblica, ivi inclusa l’applicazione limitata al 5% della predetta parte variabile nel caso di SEU, SEESEU e RIU);
– le componenti tariffarie che avrebbero dovuto essere applicate all’energia elettrica consumata ma non prelevata dalla rete pubblica non sono più esigibili, anche in relazione ai periodi antecedenti al 1 gennaio 2017, con l’unica
eccezione della componente di cui all’articolo 4, comma 1-bis, del decreto legge 314/03 (componente tariffaria MCT a copertura delle compensazioni territoriali agli enti locali che ospitano impianti nucleari). Quest’ultima, infatti, fino al 31 dicembre 2016 – non essendo stato abrogato l’articolo 4, comma 1-bis, del decreto-legge 314/03 –, continua a trovare applicazione all’energia elettrica consumata ma non prelevata dalla rete pubblica nel caso di ASSPC e SDC diversi dai SEU, SEESEU-A e SEESEU-B (esentati per effetto dell’articolo 4 del decreto legislativo 56/10), dai SEESEU-D (originariamente classificati tra le RIU ed esentati per effetto dell’articolo 33, comma 6, della legge 99/09) e dalle RIU (esentate per effetto dell’articolo 33, comma 6, della legge 99/09);

e come sempre, pur avendo io beneficiato di questo in quanto ho guadagnato (si fa per dire) per assistere i clienti in tali orribili scartoffie, rimango schifato dal modo assolutamente approssimativo di prendere le decisioni strategiche che dovrebbero guidare il nostro paese.

Tra l’altro l’Autorità scrive in più punti di aver evidenziato al governo molte criticità che ancora persistono e che si introducono in questa materia, a causa di questi continui “rappezzi” mal fatti che vengono via via applicati.

Link alla Delibera 276-2017

Link ai chiarimenti post abrogazione della qualifica SEU, molto importanti.